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Lo Screen Actors Guild (SAG) non sciopererà e non accetterà un compromesso. Che cosa vuole allora?

Il SAG ha rifiutato nuovamente l’accordo di tre anni proposto la settimana scorsa dai principali studi hollywoodiani e dalle reti televisive, ha riferito l’Alliance of Motion Picture and Television Producers, dopo una riunione di cinque ore con i leader del sindacato.

Quest’ultimo, costituito da 120.000 membri, avrebbe presentato una controfferta che riflette il proprio punto di vista in merito alle royalties e agli aumenti di stipendi.

"Avevamo fatto presente che quella era la nostra ultima proposta e che non ne avremmo considerate altre”, ha detto un portavoce dell’AMPTP il giorno dopo aver fissato al 15 agosto l’ultima data in cui il SAG avrebbe potuto accettare l’offerta di ottenere un aumento degli stipendi a partire dal primo di luglio.

Il precedente contratto del sindacato (che ancora detta le regole a cui gli attori si devono attenere attualmente) era scaduto il 30 giugno.

L’AMPTP ha dichiarato che il nuovo accordo offerto avrebbe fruttato $250.000 milioni in compensi aggiuntivi per i membri del SAG nel corso degli anni.

Nel frattempo, Doug Allen, direttore esecutivo del SAG, ha definito la somma "alquanto esagerata" e ha descritto la controfferta lanciata come “un accordo omogeneo che rispecchiava alcune delle proposte dell’AMPTP e offriva alternative ad altre”.

Sebbene il SAG non voglia cedere, l’accettazione di un nuovo contratto di tre anni da parte dell’American Federation of TV & Radio Artists, agli inizi della settimana, indubbiamente ha indebolito il suo potere di trattativa.

I due sindacati contano circa 40.000 membri in comune.

"L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è una lunga estate calda segnata da conflittualità fra sindacati, che influenzerà ancor più negativamente l’economia e priverà il pubblico delle distrazioni di cui ha bisogno in questo momento di crisi economica”, ha aggiunto l’AMPTP.

Il SAG ha dichiarato che i rappresentanti del sindacato contatteranno i produttori venerdì pomeriggio dopo che si riuniranno e discuteranno ancora una volta della situazione.

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