Bridget Bardot

Foc Kan/WireImage.com

A questo punto, Brigitte Bardot probabilmente non diventerà mai ambasciatrice ONU.

Questa mattina, la giuria di un tribunale di Parigi ha dichiarato l’icona francese colpevole di discriminazione e intolleranza razziale, per aver pubblicato una lettera in cui sosteneva che i musulmani stessero distruggendo la Francia. Si tratta della quinta condanna a sfondo razziale ricevuta dall’attrice negli ultimi 11 anni.

Inoltre, la Bardot dovrà pagare $23.345 per la lettera, indirizzata all’allora Ministro degli Interni, e attuale Presidente Nicolas Sarkozy, in cui scriveva: "Ne ho abbastanza di essere presa in giro da quel popolo che ci sta distruggendo, e che sta rovinando il nostro paese, imponendo le proprie regole".

Il giudice ha bocciato la richiesta dell’accusa, che domandava due mesi di carcere e ha optato, invece, per la multa, ordinando che la disposizione del tribunale venisse pubblicata sul giornale del’associazione animalista fondata dalla Bardot, dove era apparsa la lettera originale.

La Bardot, da sempre animalista convinta ed impegnata, si riferiva particolarmente alla ricorrenza musulmana di Aid el-Kebir, che prevede il sacrificio di pecore. Nella lettera, l’attrice sosteneva che i musulmani dovrebbero almeno addormentare gli animali, prima di ucciderli.

La settantatreenne Brigitte aveva spedito la lettera a Sarkozy nel dicembre 2006, e l’aveva poi pubblicata sul giornale della sua associazione.

L’anno scorso, il MRAP, un gruppo francese contro il razzismo, aveva querelato l’attrice per l’accaduto, appellandosi alle leggi del paese contro l’intolleranza razziale e la discriminazione. Attualmente la Francia è il paese europeo che accoglie la concentrazione maggiore di musulmani. Se ne contano circa 5 milioni.

La Bardot non era presente oggi in aula, ma ha espresso il suo stato d’animo in un’altra lettera, dicendo: "Sono stufa di venire perseguitata da queste organizzazioni. Non smetterò di parlare fino a che gli animali non verranno addormentati prima di essere sacrificati durante il rito di celebrazione della festa”.

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