Wesley Snipes, Woody Harrelson, Denzel Washington

James Devaney/WireImage.com, John Sciulli/WireImage.com, Steve Granitz/WireImage.com

A quanto pare Woody Harrelson ha deciso di non girare le spalle a Wesley Snipes. E Denzel Washington… beh, si ricorda bene cosa significhi essere un attore con grandi problemi economici.

L’attore due volte vincitore di Oscar e la costar di Snipes nel film Chi non salta bianco è, sono stati due dei numerosi amici, conoscenti e famigliari, che si sono schierati dalla parte di Wesley, domandando clemenza, nell’ambito della sentenza che verrà pronunciata domani in un tribunale federale, in seguito alle accuse di mancato pagamento delle tasse per gli anni 1999, 2000 e 2001.

Il pubblico ministero vorrebbe punire l’attore con il massimo della pena: tre anni di carcere e una sanzione di $5 milioni.

Ma Snipes forse non pagherà per i suoi errori molto presto se Harrelson e Washington, per non parlare di personalità della TV quali il Giudice Joe Brown e il Giudice Greg Mathis, che si sono espressi a favore dell’attore, continueranno ad essere dalla sua parte.

"Wesley è come un albero — una grande quercia", ha scritto Washington, che ha dichiarato di conoscere Snipes da oltre 20 anni, in una lettera rivolta al Giudice William Terrell Hodges, presentata insieme ai documenti preparati dai legali dell’attore.

Gli avvocati di Snipes vorrebbero una riduzione della pena.

"Rappresenta un punto di riferimento per molte persone: è come un albero, irrorato dall’acqua e ricoperto di foglie che non avvizziscono", ha aggiunto Washington. “Molte persone che lo conoscono sono consapevoli dei frutti che ha dato e gli si sono seduti accanto, godendo della sua protezione".

"Sono orgoglioso di lui, sono contento di poterlo considerare un collega e, soprattutto, un amico”, ha continuato Washington. "Spero che il mio pensiero possa esservi d’aiuto nel prendere una decisione".

Washington e Snipes avevano lavorato insieme nel 1990 al film di Spike Lee intitolato Mo' Better Blues.

Anche Harrelson ha scelto un approccio filosofico nel tentativo di difendere Snipes, ricordando l’esperienza del suo primo film con l’attore, nel 1986, sul set di Wildcats. In quell’occasione, Harrelson, era stato testimone per la prima volta di episodi di razzismo (ad opera di membri della troupe seguaci di Louis Farrakhan, leader del movimento Nation of Islam).

"Wesley si è preso il tempo di discutere e analizzare il tema del razzismo con tutti noi; abbiamo trascorso gran parte dei nostri momenti liberi sul set a parlare di etnie e discriminazione da un punto di vista storico", ha scritto Harrelson. "Si batte per ciò che è giusto e mi ha dimostrato fin dall’inizio di essere un grande cittadino del mondo. Ancora oggi, nutro un enorme rispetto nei confronti di Wesley…

"Lo considero parte della mia famiglia ed è un onore poterlo chiamare fratello". 

Tutti questi complimenti faranno sicuramente piacere a Snipes. Ma sorge spontaneo chiedersi: con amici come questi, perché Wesley ha deciso di recitare nel film The Detonator?

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