R. Kelly

John Shearer/Getty Images

R. Kelly credeva di poter vincere, e così è stato.

La star R&B ha ricevuto circa $3,4 milioni di risarcimento dal promoter di concerti Leonard Rowe, dopo che un incaricato del tribunale ha giudicato Rowe colpevole di aver venduto alcuni titoli d’investimento legati alla tournée Double Up del cantante, senza ottenere prima il permesso.

Inoltre, stando ai documenti presentati lunedì presso la Corte Suprema di Los Angeles, il gruppo Rowe Entertainment, con base in Georgia, ha dovuto rimborsare Kelly delle spese legali legate alla querela di febbraio, in cui il musicista aveva accusato Rowe di non avergli versato diversi milioni di dollari inerenti ai proventi del tour.

"Avevo permesso a Leonard Rowe di promuovere i miei concerti perché mi aveva chiesto di dargli una chance per provare le sue capacità, dopo anni piuttosto difficili", ha detto Kelly in una dichiarazione rilasciata dal suo portavoce, Allan Mayer.

"Come dice il proverbio: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio".

Si prospettano tempi duri per Rowe. Già agli inizi di settembre un giudice gli aveva ordinato di pagare un risarcimento di $700.320 a Ne-Yo, l’artista che inizialmente si era esibito insieme a Kelly nel corso della tournée Double Up e che era stato cacciato lo scorso novembre, dopo solo due performance.

All’epoca, il promoter aveva giustificato l’esclusione di Ne-Yo attribuendone la colpa a delle inaccuratezze nella compilazione del contratto, mentre, stando al cantante, il vero motivo risiedeva nel fatto che il pubblico e la critica avevano mostrato un apprezzamento maggiore per la sua esibizione rispetto a quella di Kelly.

Anche Keyshia Cole e J. Holiday comparivano fra gli artisti dello show. E lo spettacolo era andato aventi nonostante il tour bus di Kelly fosse stato fermato per eccesso di velocità il 19 dicembre, facendogli perdere un’udienza in tribunale a Chicago, a cui avrebbe dovuto partecipare per discutere delle accuse di pornografia minorile.

Nonostante fosse stata rimproverata per la sua "sfacciataggine", la star R&B aveva potuto continuare ad esibirsi. A giugno era stata giudicata non colpevole della realizzazione di un filmato a luci rosse insieme ad una ragazzina, a conclusione di una battaglia legale durata anni.

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