R. Kelly

John Shearer/Getty Images

R. Kelly farebbe bene a stare attento a come si comporta.

La star R&B, scagionata a giugno dalle accuse di pornografia minorile, ha negato di essere al corrente di una truffa orchestrata da una donna sudafricana, la quale avrebbe ottenuto almeno $130.000 da alcuni investitori, con il pretesto di raccogliere fondi per un concerto di R. Kelly nel 2005.

Stando alla polizia, la truffatrice avrebbe poi depositato il denaro sul conto in banca del cantante, come dimostrato dalla ricevuta della transazione trovata nell’ufficio della donna e dal numero di conto appartenente, effettivamente, al vincitore di Grammy, il cui vero nome è Robert Kelly.

Le autorità hanno rivelato di avere intenzione di interrogarlo – e Kelly non vede l’ora di rispondere alle domande.

"Non c’è assolutamente nulla di vero nelle accuse secondo cui R. Kelly avrebbe ricevuto del denaro da una donna sudafricana, che avrebbe truffato alcuni investitori, convincendoli ad investire soldi in un concerto fittizio del cantante nel 2005”, riportava la dichiarazione rilasciata dal portavoce della star, martedì.

"Il signor Kelly non sa chi sia questa donna, non ha mai ricevuto del denaro da lei e non è stato contattato dalle autorità in merito all’accaduto. Naturalmente, collaborerà pienamente alle indagini, dal momento che non ha nulla da nascondere”.

Busiswe Zakwe è accusata di aver truffato degli investitori dicendo loro che avrebbero potuto ricavare dei guadagni dalla vendita dei biglietti per il concerto di R. Kelly in cui avevano investito. Stando all'agenzia WENN, dovrà comparire in tribunale a Durban il 10 settembre.

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