John Mayer

Michael Owen Baker/Los Angeles Daily News/ZUMA Press

In risposta alla supposizione del capo della polizia di Los Angeles William Bratton, secondo il quale non sono necessarie delle nuove leggi per contenere il problema dei paparazzi, ora che certe giovani star si stanno comportando bene, John Mayer dice di no.

“Non sono davanti a voi oggi per chiedervi di mettere al bando i paparazzi. Vi sto chiedendo di regolarli, renderli ufficiali, tassarli, renderli legittimi”, ha detto il premiato (e spesso fotografato) cantante durante una riunione in municipio convocata per discutere il problema unicamente losangelino.

“Non voglio supplicare la città di Los Angeles di tornare al 1987”, ha detto Mayer, secondo una copia della sua testimonianza pubblicata sul suo sito. “Amo essere un musicista famoso nel 2008. Apprezzo la tecnologia, ma credo anche che vada adattata in maniera giudiziosa per inserirsi all’interno di una certa struttura sociale...

“Purtroppo, il rischio attuale legato al fatto di essere perseguitato in quanto celebrità non è niente in confronto al pericolo quotidiano e imminente per il pubblico in generale”, ha aggiunto.

“La persona seguita sa di avere dietro di sé una squadra di persone negligenti e senza senso. Il pedone che attraversa la strada, o la macchina che passa con la precedenza non lo sanno. Un incidente grave a causa di questo tipo di pedinamento in macchina non è una possibilità teorica, ma una certezza materiale in queste circostanze”.

Mayer ha suggerito che una soluzione potrebbe essere una legge che richiede “una distanza accettabile” tra i lupi affamati (cioè i fotografi al lavoro) e i loro soggetti.

“Regolare i paparazzi non significherà la fine della stampa odierna, proprio come la nuova legge che impone l’uso di auricolari non ha impedito alle persone di parlare al telefono mentre si guida. È solo una misura messa in atto per rispondere ad alcuni dei modi in cui vivere in un mercato libero e tecnologico può mettere in pericolo la sicurezza personale”.

Ovviamente, il suo eloquente discorso è stato reso migliore dal fatto che uno sciame di paparazzi era appostato davanti al Municipio di Los Angeles per cogliere Mayer all’uscita e, presumibilmente, seguirlo fino a casa.

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