Boy George

Ash Knotek/Snappers/ZUMA Press

Dopo che il Regno Unito ha negato l’ingresso nel paese a Martha Stewart, ora è la volta degli Stati Uniti che non hanno voluto accogliere Boy George.

In un certo senso non ci sembra molto equo...

Il cantante non è riuscito ad avere un visto per recarsi in America, dove avrebbe dovuto tenere la sua tournée estiva, che contava anche una performance speciale per i suoi ex colleghi del Dipartimento di Pulizia delle Strade di New York. Il rifiuto del visto è stato causato dai reati compiuti in passato dall’uomo e dal processo a cui dovrà partecipare a novembre, a Londra.

Se qualcuno voleva fargli un dispetto, ce l’ha fatta.

Il portavoce di George ha dichiarato che il cantante era “distrutto” al pensiero di non potersi esibire negli Stati Uniti per la prima volta dopo ben dieci anni. Tuttavia, il suo team di legali sta lavorando duramente per convincere le autorità americane a rivedere la decisione.

"George è scioccato e ha affidato il caso a degli avvocati negli Stati Uniti, nella speranza che le cose vengano risolte”, ha dichiarato il manager del cantante. "George non è stato ritenuto colpevole di alcun reato a Londra e, stando alle leggi del mondo occidentale, una persona è innocente fino a che non viene provato il contrario”.

Il cantante, il cui vero nome è George O'Dowd, a febbraio si era dichiarato innocente delle accuse di imprigionamento di un gigolo, che aveva detto di essere stato incatenato al muro dall’icona pop nel suo appartamento di Londra. George era stato rilasciato a novembre su cauzione in attesa del processo.

"Non costituisce un pericolo per nessuno”, ha affermato il suo manager. "George desidera con tutto il cuore poter venire in America ed esibirsi per i suoi fan. Chiediamo quindi alle autorità americane di riconsiderare la decisione presa”.

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