Naomi Campbell

Jamie McCarthy/WireImage.com

Naomi Campbell è abituata a scaricare la sua ira sugli altri. Ma ora ne pagherà le conseguenze.

L’irrequieta top model &egrave stata ritenuta colpevole di ben sei capi d’accusa, fra cui quello di aggressione nei confronti di due agenti, in seguito all’alterco (con tanto di sputo!) in cui è stata coinvolta il mese scorso all’aeroporto di Heathrow.

Naomi, che ha 38 anni, è stata notificata della accuse mentre si trovava alla stazione di polizia dell’aeroporto di Heathrow, questa mattina, intorno alle 11:30. È rimasta in centrale per circa mezz’ora.

Stando alla procura inglese, la Campbell è stata imputata di tre capi d’accusa per aggressione, uno per disturbo della quieta pubblica e due per aver utilizzato un linguaggio ed un comportamento ostile nei confronti del personale di volo.

L’avvocato della modella, Simon Nicholls, ha riferito che la sua cliente era "molto dispiaciuta" del fatto che la situazione non potesse venir risolta al di fuori del tribunale.

"Rispetta la decisione presa e spera che la questione si risolva il più presto possibile".

La Campbell dovrà presentarsi presso la pretura di Uxbridge il 20 giugno.

Se sarà dichiarata colpevole, le accuse di aggressione potrebbero costarle un massimo di sei mesi di prigione ed una multa di circa $10.000. L’accusa di disturbo alla quiete pubblica, invece, potrebbe costringerla al pagamento di altri $5.000. Per le minacce, la sanzione massima è di $2.000.

Mentre usciva dalla stazione di polizia, la top model, vestita con un abito scuro gessato e munita di occhiali da sole, ha evitato di parlare con i giornalisti.

Le accuse sono la conseguenza di un incidente verificatosi il 3 aprile presso il nuovo Terminal 5 dell’aeroporto di Heathrow, dove era scoppiato un alterco fra la Campbell e alcuni membri del personale di volo della British Airways, in seguito allo smarrimento di una delle sue valige.

La polizia aeroportuale era accorsa sulla scena per calmare la lite, quando la top model aveva improvvisamente sputato contro un agente, costringendo la compagnia aerea a rifiutarsi di prestarle servizio.

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