Elvis Presley

AP Photo

Con il passare degli anni, ci si sarebbe aspettati che, oltre ad un minor cachet, anche un numero di persone più ridotto, rispetto all’anno precedente, avrebbe preso parte all’evento commemorativo per il 31º anniversario della morte di Elvis Presley, a Graceland.

"Tuttavia, è ancora una celebrazione incredibile, a cui hanno partecipato 30,000 persone". Ha dichiarato Kevin Kern, delle Elvis Presley Enterprises.

Venerdì sera si è tenuta una veglia con candele in onore del cantante, in occasione della Elvis Week (ovvero ‘la settimana di Elvis’), ricorrenza tradizionale di Memphis, in Tennessee.

La Elvis Week di quest’anno, che era cominciata lo scorso sabato, è consistita delle solite iniziative: una convention per i fan; degli incontri con alcuni ex amici e costar di Elvis; una cena post veglia a base di spaghetti e altro.

Una delle cose che non viene permessa agli appassionati di Elvis, durante la Elvis Week, indipendentemente dall’anno di anniversario, è visitare il secondo piano di Graceland, in cui si trova la camera da letto dove dormiva il cantante ed il bagno in cui è morto, il 16 agosto 1977.

"È una domanda ricorrente: ‘Organizzerete un tour del piano di sopra?' E la risposta è no", ha detto Kern. "Erano stanze private della famiglia Presley e lo sono tutt’oggi".

"Le persone rispettano il divieto. Quando si visita Graceland, non è come entrare in un museo. Lo si percepisce come una casa”.

 Un’abitazione abbandonata dal suo famoso inquilino 31 anni fa.

Fra gli altri personaggi noti venuti a mancare di recente ricordiamo:

·       Jerry Wexler, reporter di Billboard, e futuro membro della Rock and Roll Hall of Fame, è deceduto a 91 anni, dopo aver contribuito a coniare l’espressione "rhythm and blues" per  descrivere un tipo di musica definita in precedenza "race records". Grande produttore leggendario vincitore di Grammy, Wexler ha diretto brani classici di Aretha Franklin ("Respect"), Wilson Pickett ("In the Midnight Hour") e Percy Sledge ("When a Man Loves a Woman").

·       George Furth, di 75 anni, era un attore che ha lavorato a circa 100 film e serie televisive, ed aveva vinto un premio Tony come sceneggiatore, per aver scritto il libro ispirato al famoso musical Company, realizzato da Stephen Sondheim nel 1970.

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