Oscar: i fan de Il cavaliere oscuro possono fare una differenza?

30 dicembre 2008 3.00.00 by Joal Ryan

Warner Brothers

Miglior Nuova Campagna (che non costa un centesimo alla Warner Bros.): Dark Campaign, una campagna autodefinitasi popolare per procurare a Il cavaliere oscuro una nomination agli Oscar come miglior film, con tanto di pubblicità e poster.

Perché un campione d’incassi spalleggiato da uno studio ha bisogno dell’aiuto dei fan? "Dato che è un film di un genere specifico, credo che abbia bisogno della voce in più di tutti gli spettatori che l’hanno amato e che dicono: ‘Sì, è un film di supereroi, ma è anche un film incredibile che merita di essere considerato tra i migliori’”, ha detto in un’e-mail Blair Erickson, un collaboratore del sito.

Il prossimo potresti essere tu, Watchmen: anche se Erickson lavora come direttore creativo presso un'agenzia di marketing che ha collaborato con la Warner, la sua Dark Campaign è un’iniziativa unicamente dei fan. “Ma se il reparto marketing della WB sta leggendo”, ha detto, “e vuole un po’ d’aiuto con Terminator: Salvation o Watchmen…insomma...”.

Diminuiscono le possibilità di Milk? Sì, Sean Penn sta vincendo praticamente tutti i premi della critica (Dallas, Houston, Phoenix—tanto per ricordare tre vincite recenti), ma i critici non votano agli Oscar. Potrebbero però votare, invece, i lettori di The Advocate. La rivista gay ha pubblicato un commento on-line che elogia l’interpretazione di Penn in Milk ma che gli rimprovera il suo appoggio a “dittatori antigay” quali Hugo Chavez e Raul Castro.

Se Penn no, allora…? Mickey Rourke di The Wrestler ha praticamente vinto i pochi premi della critica non vinti da Penn (inclusi quelli di Chicago e San Diego). I due attori hanno pareggiato a San Francisco e Boston. Ma di nuovo, i critici non hanno voce in capitolo agli Oscar.

Gli altri problemi di Rourke: tanto per cominciare il Los Angeles Times ha aspramente criticato The Wrestler. (Questo non è certamente il tipo di pubbliche relazioni di cui il film, o la campagna per gli Oscar, ha bisogno nel giornale della sua città, come ha fatto notare lo stesso giornale.) Inoltre, l’Hollywood Reporter ha affermato che forse Rourke si sta facendo un po’ troppa pubblicità lungo la strada che porta agli Oscar.

Tuttavia, forse Rourke non ha tutti i torti: lo stesso articolo del Reporter ha commentato che anche il caratterista Richard Jenkins si sta impegnando a promuovere il suo successo d’essai L’ospite inatteso in vista degli Oscar. Se non conoscete Jenkins, date un’occhiata agli Screen Actors Guild Awards il mese prossimo—lui sarà il caratterista candidato al premio di Miglior Attore.

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