Roman Polanski non ha intenzione di recarsi negli Stati Uniti
AP Photo/Abdeljalil Bounhar
Roman Polanski non ha intenzione di recarsi negli Stati Uniti.
Stando ai documenti presentati in tribunale martedì, il regista di Rosemary's Baby, desideroso di ripulire la propria fedina penale losangelina, non sembra comunque desideroso di fare ritorno in America per alcun motivo.
Stando ai suoi legali, Polanski non dovrà presentarsi in aula di persona perché un giudice emetta una sentenza in merito all’accusa di stupro (risalente a dieci anni fa) che il vincitore di Oscar ha cercato di fare annullare, sulla base di pregiudizi giudiziari.
Polanski, nato in Polonia e cittadino francese, vive e lavora in Europa dal 1978, quando se n’era andato dagli Stati Uniti prima di essere giudicato in tribunale per aver avuto rapporti sessuali con l’allora tredicenne Samantha Geimer, che è d’accordo con il fatto che Polanski non debba venire in territorio americano.
Nei documenti presentati ieri, la Geimer aveva espresso la propria delusione nel constatare come il Procuratore Distrettuale di Los Angeles non avesse lasciato ancora cadere il caso, definendo il protrarsi della vicenda risalente ormai a 31 anni fa, uno “scherzo crudele” nei confronti di lei e della sua famiglia.
Il 21 gennaio si terrà un’udienza per decidere se accettare o meno la mozione di Polanski.
Dopo essersi rifiutato di annullare il caso, la settimana scorsa il giudice Peter Espinoza ha dichiarato di “non essere al corrente di alcuna condizione particolare che avesse apportato delle modifiche al mandato di arresto emesso nei confronti di Polanski, fino ad allora obbligato a presentarsi personalmente in tribunale".





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