Ricordando Natasha Richardson
AP Photo/Kathy Willens
Natasha Richardson è morta. Parenti e amici straziati dal dolore le hanno detto addio.
E così voglio fare anch’io:
Conoscevo Natasha Richardson da tanto, ero al suo primo matrimonio con il produttore Robert Fox. La sposa indossava un elegante completo pantalone color avorio con una scollatura fino all’ombelico. Bella roba. Le ero già affezionato, avendola intervistata a lungo per il mio vecchio impiego, Premiere, ma quell’audace look nuziale me la fece amare ancora di più!
Era una Natasha vintage: di classe ma seducente. Proprio come in Genitori in trappola quando riconquista il ribelle Dennis Quaid con i suoi contenuti modi di fare inglesi. Brava, Tash! Anche nella vita reale, lei era proprio così.
Da brava seduttrice, dopo aver sposato Fox, decise che l’uomo per lei era Liam Neeson, divorziò da Robert e si unì al bell’attore per una vita di interessante amore domestico nel nord dello stato di New York.
E per chi malignava che Liam avrebbe lasciato Natasha in una sorta di vendetta karmica per aver lasciato Robert (il quale, ironicamente, aveva piantato sua moglie Celestia per Natasha), beh, non è successo. Mai.
Egoisticamente, mi piacerebbe dare a Tash il merito del successo di quel matrimonio, se posso: anche se i bellissimi bambini di Liam e Natasha, Michael e Daniel, sono un riflesso vero e meraviglioso delle seconde nozze di Natasha, saper mantenere un matrimonio, una vita e una carriera con leggerezza era la caratteristica principale di Tash. Me lo disse lei. L’umorismo e la grazia erano importantissimi per lei. Me lo disse sua madre, Vanessa Redgrave. Riesco ancora a sentire la risata modesta di Tash quando mi diceva di non considerarsi bellissima.
Aveva davvero torto. Dio ti benedica, Tash, ovunque tu sia.






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