Rese pubbliche le chiamate al pronto intervento per Natasha Richardson
AP Photo/Evan Agostini
È stata resa pubblica la trascrizione della telefonata al pronto soccorso fatta durante il trasporto di Natasha Richardson all’ospedale quasi quattro ore dopo il suo fatale incidente sciistico in Canada.
I segni vitali dell’attrice erano ancora normali durante il viaggio fatto in ambulanza alle 16:00 del 16 marzo, ma non sapeva dove si trovasse, che giorno fosse o cosa le fosse accaduto, secondo il rapporto ottenuto dal giornale The Globe and Mail di Toronto.
La Richardson, 45 anni, era caduta durante una lezione di sci privata su una pista per principianti intorno a mezzogiorno nella località sciistica di Mont Tremblant nel Quebec.
Poco dopo, le registrazioni indicano che i medici hanno ricevuto una chiamata d’emergenza definita "Priorità 3, 17-Bravo-1", che in gergo paramedico significa “venite subito, possibile ferita pericolosa”.
I paramedici sono arrivati alle 13:00 ma non c’era nessuno da soccorrere.
“Stiamo ancora aspettando la paziente”, ha detto il paramedico appena arrivato sul posto.
Alle 13:11 la chiamata è stata annullata. Natasha aveva detto agli altri di sentirsi bene e ha rifiutato i soccorsi.
Quando, due ore dopo, si è lamentata di un forte mal di testa, l’hotel ha chiamato il pronto intervento.
Questa volta, la chiamata era stata classificata "Priorità 1, 17-Delta-1", che significava che la situazione era da considerarsi “pericolosa” e che l’ambulanza doveva recarsi all’hotel a tutta velocità e con le sirene accese.
“Sto arrivando con una donna sulla quarantina...[è] disorientata...È in seguito...ad una caduta avvenuta mentre sciava, a mezzogiorno”, ha detto via radio il paramedico all’ospedale più vicino a Mont Tremblant. “Poco dopo ha presentato segni di confusione, commozione cerebrale”.
Dopo aver lavorato per stabilizzare l’attrice presso l’ospedale locale, alle 17:55 i medici l’hanno trasferita al Sacré-Coeur di Montreal, il centro traumi più vicino.
Sono arrivati alle 18:38, ma ormai le pupille di Natasha non reagivano, “un segno di gravi danni al cervello”, secondo il The Globe and Mail.
L’articolo aggiunge: “Alcuni hanno detto che un elicottero medico, che può compiere il tragitto da Mont Tremblant al Sacré-Coeur in meno di 30 minuti, potrebbe aver salvato la signora Richardson".
La Richardson è morta il 18 marzo di un trauma cranico causato dall’impatto della sua caduta.
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