Michael e lo sceicco si consideravano fratelli
George Rose/Getty Images
L’ultima battaglia legale di Michael Jackson sta diventando sempre più strana. E lui non non si è neanche visto ancora.
Un’altra giornata di testimonianze nella sua causa legale—in cui lo sceicco Abdulla bin Hamad Al-Khalifa sostiene che il cantante non ha rispettato un contratto musicale, oltre ad altri redditizi progetti—ha prodotto altri commenti positivi sulla superstar e sul membro della famiglia reale del Bahrein, compreso che i due si consideravano “fratelli”.
Questa volta, i complimenti sono arrivati da parte dell’ex assistente personale di Jackson, che non solo ha appoggiato la convinzione apparentemente ingenua che il pagamento di 7 milioni di dollari da parte dello sceicco era solamente un regalo, ma che ha anche rivelato un dettaglio più che sorprendente: l’ex Re del Pop non è attualmente in possesso di un conto in banca.
All’improvviso, gli infiniti problemi finanziari di Jackson hanno un po’ più senso.
Grace Rwaramba, che era anche la baby-sitter dei figli di Jackson, ha testimoniato nell’Alta Corte di Londra che era stato “dolce” da parte dello sceicco dare a Jackson del denaro, regali e anche un alloggio nel suo palazzo, e che lui stesso definiva spesso il cantante suo “fratello”.
“Diceva: ‘Cosa posso fare per mio fratello?’ ‘Cosa posso dare ai bambini?’” ha detto. “Il signor Jackson aveva mal di schiena e lui mi ha detto di procurargli del balsamo di tigre”.
Tra le consegne di denaro in questione ci sono due pagamenti in blocco di 35.000 e 1 milione di dollari, entrambi destinati a Jackson. Dato che il cantante non ha un conto in banca, erano stati versati dallo sceicco in quello della Rwaramba.
La Rwaramba, che sostiene di aver sempre avuto l’impressione che il denaro non doveva essere restituito, ha detto di essere rimasta “sbalordita” quando sono stati fatti i versamenti.
Al-Khalifa, dice la donna, ha anche chiesto scusa per quella che lui riteneva essere una cifra relativamente irrisoria.
“Ha detto che la prossima volta sarebbe stata più grande”.
Oltre ai notevoli versamenti, Al-Khalifa ha anche pagato per varie camere d’albergo e delle spese folli da Toys "R" Us per il seguito e i bambini di Jackson, rispettivamente, e ad un certo punto ha sborsato più di 300.000 dollari per finanziare il “guru motivazionale” del cantante.
Dato che Jackson, alla fine, non era motivato abbastanza da incidere un album durante il suo soggiorno in Bahrein, a quanto pare i soldi dello sceicco non sono stati spesi benissimo.
Jackson si sta recando di persona nel Regno Unito questo fine settimana e salirà sul banco dei testimoni per difendersi lunedì pomeriggio.





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