Mackenzie Phillips non sta parlando troppo!
Ron Galella/Getty Images
Per favore!
Non vogliamo leggere il racconto di Mackenzie Phillips sul suo rapporto "consensuale" con il padre John Phillips. Non vogliamo vedere Oprah Winfrey dedicare la propria trasmissione al presunto incesto, all’aborto, alle droghe e ai vari dettagli sordidi. Non vogliamo rivivere la squallida storia su People.
Non vogliamo sentirla. Nemmeno una minima parte.
Ci dà il voltastomaco.
La nostra reazione di disgusto non è legata al fatto che l’ex star di sitcom possa mentire o meno, sebbene alcune persone, fra cui la matrigna Michelle Phillips, pensino che sia inventata tutto; ciò che ci fa ribrezzo è l’argomento.
L’incesto.
Jennifer Storm lavora con le vittime di aggressioni e riveste il ruolo di direttore esecutivo del Victim/Witness Assistance Program ad Harrisburg, in Pennsylvania. Ci ha detto che i casi di abuso/incesto che finiscono in tribunale — esaminati ed investigati da autorità più importanti di Oprah — sono fra i più difficili da risolvere per l’accusa.
"I giurati non vogliono credere alle vittime perché non riescono a riconoscersi in un genitore capace di fare una cosa del genere al proprio figlio", ha spiegato la Storm. "Abbiamo assistito a tantissimi verdetti di non colpevolezza dipesi dal fatto che una persona comune non è in grado di ritenere possibile un comportamento tale da parte di un genitore".
Quindi, non solo non vogliamo sentirne parlare ma, in un certo senso, non siamo in grado di crederci. Quando la Phillips racconta cosa le è accaduto, c’irrigidiamo — e ci chiediamo se non farebbe meglio a tenersi la storia per sé, a raccontarla al suo psicologo o, cinicamente, alla sua immaginazione.
Ma qui non stiamo parlando di noi.
"È importante per le vittime rompere il silenzio”, ha continuato la Storm. "Non tanto per il processo di catarsi; più che altro per far sentire la propria voce. È un modo di far sapere che queste cose orribili succedono”.
E, no, la Storm non mette in dubbio la Phillips. Forse perché anche la sua vita, come quella della Phillips, è stata segnata dalla droga e dalla violenza sessuale (sebbene non si sia trattato d’incesto). O forse perché la sua storia, come quella della Phillips, era stata raccontata in un libro di memorie, Blackout Girl. O, addirittura, perché la sua storia, come quella della Phillips, era stata definita da alcune persone “un po’ esagerata”.
“Esagerata” nel senso di troppo ricca d’informazioni.
"C’è stato qualcuno che me lo ha detto. E io non sono una celebrità", ha spiegato la Storm. "La maggior parte delle persone non vogliono attirare quel genere di attenzione su di sé perché non è piacevole. È forse una delle situazioni più umilianti in cui ci si possa trovare”.
Stranamente, la trasmissione di Oprah di mercoledì non ha avuto le sembianze di un posto migliore in cui trovarsi per la Phillips. Durante gran parte dell’intervista, la Winfrey si è dimostrata indagatrice e puntigliosa, piuttosto che comprensiva e confortante. Forse perché era rimasta scottata dall’esperienza con James Frey, e non voleva credere troppo facilmente alla Phillips.
O magari, essendo stata lei stessa vittima di abusi, ha voluto semplicemente approcciare con cautela l'attrice, analizzando passo dopo passo la sua storia, per comprenderla meglio.
Ad ogni modo, in casi come questi, le informazioni sembrano non essere mai abbastanza.





0 Comments
Now loading...