Il SAG cerca di evitare la votazione sullo sciopero
SAG
Lo Screen Actors Guild è ancora indeciso sulla possibilità di uno sciopero.
Il direttore esecutivo nazionale Doug Allen ha proposto di non effettuare una votazione per autorizzare uno sciopero, che era già stata posticipata dalla data originale del 2 gennaio.
“Anche se credo che dare al Consiglio Nazionale l’autorizzazione di decidere se scioperare o meno sia la strategia migliore, quella strategia è stata severamente compromessa dalla divisione profonda e pubblica dei dirigenti dello stesso Consiglio Nazionale”, ha scritto Allen in una lettera ai membri.
I membri del maggiore sindacato di attori lavorano senza contratto dal 30 giugno, data in cui è scaduto il loro precedente accordo, durato tre anni, con l’associazione dei produttori cinematografici e televisivi, la Alliance of Motion Picture and Television Producers.
Il dibattito ancora in corso per decidere se autorizzare uno sciopero oppure seguire l’esempio dell’altro sindacato di attori (la American Federation of TV and Radio Artists) e concludere un accordo ha già aperto un divario tra alcuni pezzi grossi di Hollywood, compresi George Clooney e Tom Hanks—che sono contro lo sciopero—e Mel Gibson e Holly Hunter, che si sono dichiarati dalla parte della leadership del SAG e quindi a favore di un eventuale sciopero.
Adesso, la vigilia della 15ª edizione annuale degli Screen Actors Guild Awards, Allen ha anche suggerito di lasciare che i 120.000 membri del sindacato votino direttamente a favore o contro i termini contrattuali finali proposti l’anno scorso dagli studios.





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