Entrambe le autopsie di Jackson hanno rivelato segni di siringa
Pool photographer/Getty Images
Vi ricordate di come la famiglia di Michael Jackson avesse richiesto una seconda autopsia sul corpo del Re del Pop?
Beh, E! News ha scoperto in esclusiva che i risultati sono pervenuti — e non sembrano essere diversi da quelli ottenuti dall’ufficio del Coroner di Los Angeles in seguito alla prima autopsia.
Una fonte vicina alle indagini sulla morte di Jackson ha rivelato a E! News che i riscontri ottenuti dal patologo privato sono "coerenti" con quelli del coroner. Nell’organismo del cantante sarebbe stata presente una dose potenzialmente letale di Propofol. Come già vi avevamo spiegato, entrambe le autopsie avevano rivelato segni di siringa sul corpo della star.
L’uso del Propofol, un potente anestetico somministrato per via endovenosa capace di indurre chi lo assume in uno stato di coma, è stato ampiamente discusso dopo il suo ritrovamento nell’abitazione di Jackson a Holmby Hills.
Gli agenti federali stanno pensando di aggiungere il farmaco alla lista ufficiale di sostanze controllate, il che costringerebbe gli ospedali a dichiarare ogni piccola quantità utilizzata.
Le autorità della contea hanno confermato che Jackson stava facendo uso di medicinali da prescrizione al momento della morte. Tuttavia, non rilasceranno una dichiarazione pubblica prima della prossima settimana, vista l’indagine ancora in corso e la possibile natura criminale del decesso del cantante.
L’autopsia privata era stata eseguita il 27 giugno, due giorni dopo la morte di Jackson e un giorno dopo quella praticata del coroner.
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