Michael Jackson e Rihanna querelati
Starstock/UPPA/ZUMAPress.com; AP Photo/Richard Drew
Michael Jackson è stato coinvolto in un’altra battaglia legale.
Un musicista del Cameroon ha querelato Jackson e Rihanna in un tribunale di Parigi, accusandoli di aver utilizzato delle sue creazioni.
Nella denuncia, presentata martedì dal settantacinquenne Manu Dibango, si afferma che Michael in passato aveva ammesso di essersi servito di una porzione del brano del 1972 di Dibango, "Soul Makossa", per utilizzarlo come melodia di "Wanna Be Startin' Something”, una delle canzoni tratte dal famoso album Thriller di Jackson, del 1983. Le due parti avevano poi raggiunto un accordo in merito all’accaduto.
Rihanna è rimasta coinvolta nella vicenda in modo diverso. La cantante aveva chiesto a Michael il permesso di utilizzare lo stesso pezzo, per inserirlo in "Don't Stop the Music", successo del 2007, ma senza domandare l’autorizzazione anche a Dibango.
Stando all’agenzia di stampa Agence France-Presse, il 17 febbraio un tribunale di Parigi deciderà se il caso verrà portato avanti.
Se vincesse, Dibango incasserà oltre $600.000. Tuttavia, in attesa che la corte si prenda carico della denuncia, i legali hanno chiesto al tribunale di vietare alla Sony BMG, alla EMI e alla Warner di trarre profitto dai brani in questione.
I portavoce di Jackson e Rihanna non hanno commentato l’accaduto.
La settimana scorsa Jackson era stato querelato dal regista del video di "Thriller", John Landis, per non avergli pagato le royalties del filmato di 14 minuti e per aver cercato di lanciare una versione del video sul palco, senza chiedere la collaborazione di Landis.





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